venerdì 10 settembre 2010

"Fosse il sol..."

Fosse il Sol, che sarebbe tramontato
Comunque,e il suo esser tra quelle di poi
Stelle solo una; o il peregrinar
Tra molte mete diverse, alcune
Fino a notte (fonda), ormai non più
Madre dei sogni e nonna della vita
Ma compagna accondiscendente della
Turbata voglia di finire mai,
senza che il buio ormai non più
scuro, ma arancione, riesca ad
arginare il flusso del tempo, come
invece accadeva in passato grazie
ai dimenticati sogni, che infra
le coltri chiudevano un giorno,
disserrandone uno nuovo mai prima
veduto, simili a tante diverse
chiavi, ognuna perfetta solo con
la proprio porta, tutto in un verso
mi ha ciò fatto capir dover mettere.


Scrissi questa poesia un giorno di fine inverno, quando, girando in bicicletta all'imbrunire per le vie del centro di Milano, rimasi piuttosto colpito dai colori che il Sole riusciva a proiettare sui palazzi della città, moltitudine di espressioni di idee diverse di uomini diversi. Nonostante l'inevitabile eterogeneità della prima impressione, queste cose così disparate sembravano sotto sotto celare un unico significato, nemmeno troppo nascosto, a volerlo cercare solo un po'...
L'unico problema che ho avuto fu che questo significato implorante di essere manifestato necessitava un'unità di rappresentazione: sembrava mi chiedesse di essere messo in un unico verso. Ma per me, finito, un solo verso non bastava... Ci siamo un po' combattuti, ecco.

P.S.: l'ho scritta a fine inverno, dicevo. Scusandomi (?) per il ritardo, penso che riproporla ora, al termine dell'estate, posso almeno rievocare qualche suggestione...


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